Forlì Football Club

L'intervista della settimana al mister della Juniores... Mattia Graffiedi!

10 Ottobre 2018

Nella nostra intervista della settimana abbiamo fatto qualche domanda all’allenatore della squadra Juniores, Mattia Graffiedi. Con un lungo passato da calciatore professionista alle spalle, oggi Mattia è occupato nel settore giovanile del Forlì, non solo come allenatore …! E sabato i suoi galletti sfideranno il Cesena, squadra nella quale il mister è cresciuto e ha militato da giocatore.
 
Mister Mattia Graffiedi, il tuo ruolo all’interno del settore giovanile del Forlì non si limita a mister della Juniores: da quest’anno sei il responsabile dell’area tecnica delle giovanili. Puoi parlarci di entrambi questi aspetti del tuo lavoro?: “Ciao a tutti! Questo è il secondo anno in cui sono allenatore della squadra Juniores e ne sono molto fiero. Allenare è il lavoro che voglio fare, e cerco di dedicare a questo tutto il mio tempo. E’ la mia passione. Il ruolo di responsabile dell’area tecnica nasce al fine di offrire delle linee guida comuni per tutti gli allenatori del nostro settore giovanile. Tutti noi dello staff ci confrontiamo e ci aiutiamo a vicenda per crescere insieme: in questo modo si impara sempre qualcosa di nuovo. Alla fine, è chiaro che ogni allenatore deve trasmettere alla sua squadra qualcosa di personale, e questo è importantissimo per ogni giovane calciatore”.
 
Mattia, hai un trascorso da grande attaccante di Serie A e Serie B. Adesso sei allenatore, quali sono le differenze tra i due ruoli? Cosa si prova a stare in panchina e guidare i giovani?: “Sono due mondi completamente differenti! Un calciatore di norma pensa alla sua attività quando entra in campo in allenamento o in partita, poi si può rilassare. L’ allenatore invece deve lavorare di più all’infuori dei 90 minuti, e deve essere sempre attivo e voglioso di imparare. Io sto cercando di trasmettere ai miei ragazzi per prima la passione per questo sport. E’ vero che si tratta di un gioco, ma è importante capire che in ogni attività bisogna mettere dedizione e impegno. In caso contrario, si farà fatica a raggiungere i propri obiettivi”.
 
Sinora la Juniores ha collezionato due vittorie e una sconfitta in campionato. Qual’ è il livello di difficoltà di questo torneo? : ”E’ sicuramente un girone difficile ma allo stesso tempo molto stimolante. Oltre a noi del Forlì sono presenti realtà come Modena e Cesena che sono piazze molto importanti, e soprattutto nei ragazzi c’è grande voglia di giocare queste partite. Loro danno sempre il massimo e il gioco è sempre molto piacevole: l’ ambizione di tutti i giovani è quella di poter giocare domani in prima squadra.  Noi stiamo lavorando bene e stiamo crescendo. Siamo una squadra nuova e dobbiamo ancora migliorare molto, ma sono convinto che siamo sulla buona strada.”
 
Sabato il Forlì Juniores affronterà il Cesena: visto il tuo passato, sarà una partita speciale per te? Che partita ti aspetti?: “E’ sempre bello incontrare il Cesena, nonostante tutti i cambiamenti che ci sono stati durante l’estate. I ragazzi sono certamente vogliosi di misurarsi in questa sfida, ci teniamo tutti a fare bene. Stiamo preparando al meglio la partita e sarà un’occasione per valutare i nostri miglioramenti a livello di squadra”.
 
Cosa pensi del lavoro che il Forlì sta facendo con i giovani, alla luce dell’apporto che questi offrono alla prima squadra?: “ E’ una grande soddisfazione per me. Ho visto l’attenzione per il settore giovanile crescere esponenzialmente in questi ultimi anni, e il salto di qualità si è visto con i tanti giovani che orbitano in prima squadra. Penso che il lavoro del Responsabile Paolo Romani sia stato determinante, e sono sicuro che ci siano ancora margini di miglioramento. Dal canto mio vorrei ringraziare anche Giancarlo Cortesi, che si occupa di tutti gli aspetti organizzativi delle giovanili”.
 
Ti ispiri a qualche allenatore in particolare?: “Seguo molto il calcio estero, e mi piacciono alcune squadre per il tipo di gioco che offrono. Ma cerco di prendere spunto in particolare da mister Stefano Pioli, che mi ha allenato e che seguo da vicino quando ne ho la possibilità”.

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