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Abbiamo intervistato Mister Alan Sartini, allenatore del nostro Under 17, campione regionale Elite.

Mister, com'è andata questa stagione in generale?
"È andata molto bene, anche più di quanto mi aspettassi: nonostante avessi a disposizione una rosa competitiva, abbiamo affrontato squadre molto forti dato che era il primo anno che facevamo il girone dell’Elite. Essendo arrivati primi il percorso è stato ottimo."

Come sei trovato con i ragazzi e cosa ne pensi, sia sotto il punto di vista umano che di campo?
"I ragazzi sono fantastici, hanno sempre lavorato duramente in questi due anni: non ci sono mai state polemiche tra noi, c'è stato prima un lavoro di conoscenza, ci siamo accettati e ci siamo rispettati; grazie a tutto ciò si è creato un bel clima nello spogliatoio.
Tante volte anche loro, a me e a Mister Puntiroli, ci hanno insegnato qualcosa."

Qual è la sua idea di gioco che cerca di trasmettere ai ragazzi?
"Sicuramente giocare la palla a terra, con tante rotazioni; partiamo da un modulo base, ma durante la partita con gli interscambi andiamo a creare anche altri tipi di sistemi di gioco.
La cosa bella è che tutti possano fare diversi ruoli, perché lavoriamo sui principi più che su uno schema base."


Qual è stata la squadra che vi ha messo più in difficoltà durante la stagione?

"Sicuramente il Piacenza: è una squadra molto forte, con tanti giocatori che venivano dai professionisti. Lo scorso anno facevano il campionato nazionale e quindi avevano grandi individualità. Per noi il gruppo è stato quello che ha fatto la differenza: se loro avevano 13 o 14 giocatori veramente bravi, noi ne avevamo 20 tutti pronti ad entrare e dare il loro contributo."

Dall'inizio dell'anno a oggi quanto è stato grande il margine di miglioramento della squadra?
"Secondo me molto. I ragazzi sono cresciuti, l'anno scorso abbiamo impostato una base e quest'anno siamo riusciti a lavorare bene, anche grazie al lavoro di Marco (Puntiroli) sui particolari."

Si trova bene nella società? È contento di lavorare al Forlì e come si trova all'interno delle nostre strutture?
Sono tanti anni che sono qua, posso sempre migliorare su alcuni aspetti, però mi trovo molto bene perché si può lavorare, c'è del materiale per poter crescere e i margini di miglioramenti sono ampi.

Grazie all'ottimo lavoro svolto quest'anno, pensa che ci siano dei buoni probabilità per l'anno prossimo?
Nel nostro settore giovanile le basi ci sono: si può lavorare verso una direzione precisa e soprattutto puntare sui giovani, che secondo me è la cosa più importante da guardare, perché ritengo che ci siano tanti ragazzi in  grado di poter fare bene.

C’è un ragazzo che ti ha particolarmente stupito per il suo miglioramento avuto nel corso della stagione?
"E’ molto dura fare un nome, ma ti faccio quello di Ghetti: secondo me è un talento che potrebbe venire fuori se lavora sodo, non ha giocato neanche troppo per le qualità che ha. Ha un gran potenziale che dovrebbe sfruttare al massimo perché probabilmente ancora non l’ha fatto; per riuscirci deve lavorare duramente."

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