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Abbiamo intervistato Mister Marco Puntiroli, allenatore dell'under 14 dei galletti e assistente dell'under 17. I suoi ragazzi hanno vinto il loro girone nel Campionato Provinciale under 14, arrivando fino ai quarti di finale nella fase regionale.

Come è andata questa stagione in generale?
"Sono estremamente contento, ho avuto un gruppo di 25 ragazzi disponibili e appassionati dello sport e con loro sono migliorato in maniera importante."

Come si è trovato con i ragazzi e cosa ne pensi sia dal punto di vista del campo sia dal punto di vista umano?
"A livello di campo sono bravi i ragazzi, dotati, è stato divertente lavorare con loro. A livello umano mi hanno stupito perché si vede che sono stati educati bene già nel passato a livello sportivo ma anche sotto l’aspetto familiare."

Qual è la sua idea di gioco che cerca di trasmettere ai ragazzi?
"Il mio pensiero è quello di giocare sempre con la palla in maniera propositiva. Credo che questo metodo porti autostima nel ragazzo e grazie alle proprie capacità i ragazzi possono sviluppare la loro fantasia. Credo che l'allenatore debba soprattutto “accompagnare” i ragazzi in queste categorie."

Qual è stata la squadra che vi ha messo più in difficoltà durante questa stagione?
"La Torre Savio, sicuramente nella finale provinciale la loro fisicità e la loro forza mentale ha giocato un ruolo fondamentale nella partita in cui li abbiamo affrontati."

Dall'inizio dell'anno a oggi che è finita la stagione, quanto è stato grande il margine di miglioramento dei ragazzi e della squadra?
"Penso che sia stato molto importante il margine di miglioramento per quanto riguarda il gioco di squadra. Credo che il gruppo si sia compattato e che ci siano dei valori importanti di gioco collettivo.
Spero anche a livello individuale, ma quello lì è il più personale. Anche per me è stato un anno di crescita."

Si trova bene in questa società? E’ contento di lavorare al Forlì e come si trova all'interno delle nostre strutture?
"Diciamo che ho trovato un ambiente molto familiare, a livello di condivisione di pensieri è importante ed è una cosa difficile nel calcio perché comunque si ha sempre a che fare con un ambiente competitivo. Questo aspetto dà grande valore alla società e agli uomini che sono dentro al Forlì F.C., grazie anche all'ottimo lavoro svolto in questa stagione."

Pensa ci siano dei buoni propositi per l'anno prossimo?
"Credo che il Forli F.C. in generale sia un terreno molto fertile per il settore giovanile. Vedo passione, vedo interesse da parte di molti ragazzi ma anche di molte famiglie e credo che si possa solo migliorare partendo già da una base importante."

C'è un ragazzino del quale è particolarmente orgoglioso magari perché era partito in un certo modo che magari non le piaceva, a livello di atteggiamento e professionalità, e invece ha terminato in un modo molto migliore?
"Ho fatto una lotta da settembre a febbraio con un ragazzino che è Lorenzo Cale. Sicuramente è il ragazzo con il talento più grande, ma allo stesso tempo è molto pigro.
Dopo aver fatto questa lotta, averlo tenuto tanto in panchina, avergli fatto capire quanto era importante essere ben allenato, sono arrivati finalmente dei grandi risultati: nell’ultima partita ha segnato una tripletta. Nelle fasi regionali portare un centrocampista a fare una tripletta è davvero un risultato straordinario. Penso che il premio glielo abbia dato il campo, non c'è bisogno di tante parole.
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